lunedì 4 aprile 2016

Prefazione a "Sorrisi al cioccolato"- Antologia A.A:V.V.









Prefazione

                                                                                                             Domande e risposte

L'ostacolo più grande? La paura!
La cosa più facile? Sbagliarsi!
L'errore più grande? Rinunciare!
La radice di tutti i mali? L'egoismo!
La distrazione migliore? Il lavoro!
La sconfitta peggiore?Lo scoraggiamento!
I migliori insegnanti? I bambini, gli ammalati!
Il primo bisogno? Comunicare!
La fedeltà più grande? Essere utili agli altri!
Il difetto peggiore? Il malumore!
La persona più pericolosa? Quella che mente!
Il sentimento più brutto? Il rancore, l'indifferenza!
Il regalo più bello? La carità, l'ascolto!
La sensazione più bella? La pace interiore!
L'accoglienza migliore? Il sorriso!
La miglior medicina? L'ottimismo!

Madre Teresa di Calcutta



Le risposte di Madre Teresa di Calcutta ci vengono incontro tutte insieme: le parole, intuiamo, ci faranno attraversare paesaggi, dove predomineranno l’amore, la vicinanza, il sorriso. Mai il silenzio.


Ed ecco che le parole si sposano intensamente già con il titolo della raccolta di poesie e prose di Autori vari - Sorrisi al cioccolato- , frutto dell’evento promosso da Rumore e Luce, gruppo nato dal gemellaggio dell'Associazione Culturale Ed. I rumori dell'anima, e l'Associazione Culturale Ed. Il Faro, per promuovere eventi con finalità di solidarietà sociali e l'esclusivo intento, di destinare quanto raccolto in opere di beneficenza.

Sorrisi al cioccolato, come si legge nel comunicato della Redazione di Rumore e Luce è “un evento creato per donare una giornata di sorrisi ai bambini dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù con sede in Via Torre di Palidoro (Roma). Si occuperà della nostra donazione in uova e colombe Pasquali, l'Associazione Solidarietà Bikers. L'intenzione è allietare i cuori dei bambini sofferenti in una giornata che dovrebbe essere, per tutti, colma di allegria”.


Il sorriso rappresenta nella cultura comune l'espressione della felicità. Innato in noi da sempre, è una delle prime espressioni dell'uomo. Infatti, i bambini appena nati, dopo i primi attimi di pianto sorridono e, per i primi mesi di vita, sarà proprio il sorriso a caratterizzare i loro momenti gioiosi. Il sorriso più bello è quello dei bambini: il più innocente, il più spontaneo, il più solare; nei disegni dei bambini, le persone sono rappresentate con pochi semplici tratti e un'espressione sorridente. Fino a quando la vita, per qualcuno, non mette sul piatto paura, malattia, sfiducia e perdita d’innocenza. La carta dei diritti del bambino, scritta nel 1923 da Eglantyne Jebb, dama della Croce Rossa, dichiara tra l’altro che “Ogni bambino ha diritto a un aiuto e delle assistenze particolari, che ne garantiscano lo sviluppo fisico, intellettuale e sociale.”
Forti di queste indicazioni, cominciamo la lettura di opere che non vogliamo qui analizzare secondo le regole espressive, la valenza della metrica o la presenza/assenza di figure retoriche.  
Tutto il percorso ha un filo conduttore significativo e ben riconducibile, che segna la via comunque al positivo, anche se molte domande sembrano rimanere insolute nei meandri della memoria e degli irrisolti perché.

Una domanda accorata se la pone Fabrizio di Palma in Oltre “Cosa corri, cosa insegui / tradita ingiustamente dal destino. / Pensavi all’amore, / ma la sorte dettava / una sentenza di morte /Ti tolsero il gioco, il sorriso/.
(…) L’unica incomprensione, / il perché “.

Nei ricordi si cerca la sicurezza che permette al nostro bimbo interiore di affrontare incognite e paure, pur consapevoli che la poesia è un’ancora di salvezza. Lo afferma intensamente Paola Bosca in Ancora una favola: “Non c'è poesia che plachi la smania di quelle risa /non c'è cantico che mi riporti una voce /né padre a cavare dubbi dai miei occhi”.

E ancora il dubbio, che condividiamo, “Ed io mi struggo in questa notte, sola... /e un grande freddo mi raggiunge il cuore… /come a sottrarvi un po’ di quel dolore,/
un po’ di quell’angoscia e di tristezza /a cui, smarriti, sorpresi e desolati, / non sapete dare una risposta!” Minisci Cecilia in Il dolore degli ultimi... " Innocenti".

Sorretti dal sorriso e dalle parole di Madre Teresa, vogliamo però far vincere la speranza che alberga nel cuore di tutti, perché, come affermava Curzio Malaparte “Ogni volta che un uomo ride, aggiunge un paio di giorni alla sua vita”, e questo fa bene anche a noi stessi.
Lasciando parlare alcuni autori, liberiamo i loro - nostri auspici:

“Questa mattina mi sono alzato e non c’era il sole, / allora ne ho disegnato uno e l’ho riempito di colore”.  Horion Enky (Claudio Bizzi) - Oggi voglio essere felice.

“La nascita di un figlio / è una stella che si accende nella notte, / e / di luci / che sconfinano nel buio / di notti illuminate, ad occhi aperti”. Impalà Sebastiano -Teneri germogli.

“Pit stop / ragazzo mio, / la gara della vita ancora continua /Chilometri di battiti /.percorrere devi. / (…) Sfreccia a mille / senza paure /senza timori”.  Fago Nicola – Pit Stop.

“S’alza il vento, / il silenzio diventa mormorio, /s’aprono le nuvole al sole, / in un canto si muta il brusio”.  Cognata Gaetano - È tempo di vita.

Il mondo dei ricordi riconduce al tempo di una vita felice, un sogno impalpabile di echi sommersi nell’immaginario astratto di anime sognanti e generose, capaci di scorgere ancora la meraviglia nelle piccole cose, capaci di trasformarle in fiabe e novelle dove l’orco, alla fine, ne esce sconfitto. Fosse pure da un semplice sorriso.

Così ci solleva dalle fatiche quotidiane, con un po’ di simpatica ironia Scriverò la mia canzone di Claudia Buono: “Anche questa mattina ho svegliato il gallo. / Ho fatto colazione con caffè e prana, mi sono preparata e sono uscita da casa. / Scriverò la mia canzone...”

Ci intenerisce Daniela Moreschini con La piccola principessa, un racconto che sembra tratto da raccolte del cuore di un bel tempo andato ma sempre attuale, perche l’amore filiale e quello paterno sono imprescindibili dal tempo e le apprensioni legano ancora più strettamente vincoli eterni: “Sentì le gambe tremare, il terrore assalirlo di nuovo, l’istinto gli gridava di fuggire, ma una mano delicata strinse la sua e la dolce voce morbida e vellutata gli sussurrò: - Guarda com’è bella… ora è fuori pericolo… guardala! - E con timore si chinò a guardare nella culla da dove un visetto piccolo e tondo con una folta capigliatura nera, due occhi grandi più del viso stesso, ma che già avevano stabilito il loro colore verde come il mare il tempesta, sembrava attendere solo la sua prima carezza. Con delicatezza la sollevò, la poggiò sul cuore, la piccola manina già si stringeva a pugno sul suo dito e capì che ormai tutto di lui apparteneva a quella nuova vita”.

Ci fa invece riflettere, offrendo al contempo un’ottima lettura, la novella Tu non mi salverai di Carmen Cantatore, dove conosciamo una formica inerme e sprovveduta alle prese con un acquazzone e, un gufo che, saggio per eccellenza, le spiega quale sia la filosofia logica della vita: “Eh! Che putiferio per un po' di pioggia. Tu, sciocca formica senza cervello! Non lo sapevi che le tue sorelle, per una normale pioggia, non si fanno né in qua né in là? Le gallerie del formicaio sono ad altezze, angolazioni e pendenze diverse… / (…) Avresti dovuto ascoltare i saggi che ti hanno offerto aiuto, a quest'ora saresti in salvo”.

La lettura della raccolta è variegata e aperta a ogni interpretazione e preferenza. Lasciando al lettore la gioia della scoperta e delle domande, si pone, a chiusura, la parola di Don Salvatore Bellisario, un inno alla nascita e alla vita di ogni bambino, un sorriso complice di serenità:
Quando nascerò
“Lasciate che veda mia madre /nascendo posato al suo seno… / Veda mio padre al suo fianco / che guarda lontano per me. / Sognando, mi prenda la mano / mentre cammino con loro. / E come un leggero aquilone / tenendo ben teso quel filo / m’insegni a volare più in alto”.


                                                                                                                              Bruna Cicala