sabato 31 agosto 2013

Zingarella

Zingarella è come la goccia di mercurio fuggito da un vecchio termometro, gioia e tormento, imprevedibilità e  tanta voglia di catturarla. Zingarella è profonda come il mare che nasconde le sue paure nel punto più oscuro. E' libera come una rondine e limpida come il cristallo riflesso dal suo fuoco interiore.
Zingarella ti distoglie dal lavoro e non puoi fare a meno di sorriderle, come ad un sorso d'acqua di sorgente che ha il sapore del mescolo antico, disseta e rinfranca.
Zingarella è impaziente, impertinente, incontenibile...
Zingarella non ha vie di mezzo, o la adori o la strozzi.
Jamme ja...preferisco adorarla.
Zingarella l'ho conosciuta così, e da questo deriva il suo nome

Luna...A mamma d'e pensieri

O saie, a vot so turmient
che manc ‘o viente
se sape piglià,
so com’e manichini
sti pensieri burattini
maie nu poca ‘e pace sanne dà;
so com’e preghiere
che quann’ è sera
cumbattene che suonne
‘e nun ce fanne arrupusà.
Stanne llà pe facc’ e mura
so com’e creature
mille capricci sanne fa,
se vestono ‘e ce spogliano
s’arrampican ‘e se sciogliene
ma pe miezz o mare nun ne vir mai e affunnà.
O juorne attuorn ’o sole
ce arrobben miezzu ciel
‘e ce lassano annurre
sti pensieri battaglieri;
pe dind ‘o scuro fanne rummore
‘e cu l’ansia dind o core
ce lassano a tremmà,
com’o pensiere e na mamma
che a notte nun dorme
a si chillu figlie nun torne
e pe miezz’a casa sta llà allo spettà,
o pe nu pate che dind a nuttate
resta scetate
penzanne a dimane
a si nu muorz’e pane
a sti figlie le po dà.
So pensieri; che ce avvelenano
‘o sang dind e vene,
e fann’a guerra pe dind’e suonne
coccurun ce sape astregnere
ma cient nun ne ponne...
Ohi luna, luna mì
pure ie a notte nun riesc’a durmì,
tu che si pe me
com ‘a na zingara, ohi zingarè
te chiedo e me scummiglià
a sta pioggia e pensieri
che nun me fa cchiù sunnà.

Marina Isceri


questa è la mia sorpresa Zingarella, e mo' non bagnarmi lo schermo, ja Marinèè


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Dimensione Inchiostro: "Maschera", la nuova silloge poetica di Vincenzo M...: Maschera è l'ultima silloge poetica di Vincenzo Monfregola, giovane e prolifico poeta partenopeo, già vincitore di numerosi premi let...

venerdì 30 agosto 2013

Maria Teresa Infante











DELLA SONNOLENTE PRESENZA
(la lotta)

Sale questo torpore e poi si trasforma in pianto
mare che inonda piano, agita e poi si acquieta.

Ed è la sonnolenza che sommerge
che ti sventola le palpebre e
ti cinge calda i fianchi
poi si adagia sulle cosce
come amante a venerare
e ti aggiri nella stanza
senza quadri né cornici
non più lampade né chaise
per poggiare le tue gambe.
E’ lei che ogni mattina
ti aspetta alla scogliera
si stende sul tuo ventre
ti fa l’amore piano
e poi ti scende dentro.

E la senti respirare ed ansimare
sonno(lenza) che ti arpiona;
simile a quella dei mercati spogliati
nelle controre assolate di agosto,
e delle pesche, dei meloni tondi e verdi
non rimane che l’odore che pervade le narici;
simile a quella delle strade sventrate
dall’happy hour, mutilate
dal cicaleccio ruffiano e canzoni spezzate
lastricate di coriandoli, calpestate
da suole consunte e tacchi a spillo in equilibrio
aggrappate a carta straccia e unta
ad assorbire l’umidore di sere già sfiorite.

Quella dei vicoli all’alba del mio paese
a spazzolare polvere di pane fresco
dai muri dell’ottusa inconcludenza
calata sulla nenia della cicala stanca
mentre il sombrero copre le ore già sopite;
e delle instancabili api operaie
avide di sangue di begonie e gelsomini
per addolcir travagli con nettare rubato;
simile a quella dei falò in agonia
di mezza estate che incensano pedalò
umidi di risate sguaiate e odorose di alghe
incuranti della resa del sole
e della briciola che si burla della formica.

E’ lei
che ti colpisce ai fianchi e usa i colpi bassi
mentre abbassi la guardia all’angolo del ring
E’ lei, sempre fedele
che appesantisce il viaggio, tracolla onnipresente
pendant con le tue scarpe e camicie trasparenti
sorda ai richiami dei campanili a festa
che pregano al tuo posto
inginocchiati agli angoli di marciapiedi
pregni dei dopobarba che si ergono virili,
e ammantano il profumo di vita e di lavoro
di cantieri polverosi e di bureaux climatisès

E’ il torpore delle ossa e della mente
che si sgretola e si ricompone
ad ogni calar del sole
che diventa calcio , fosforo e sangue
e ti pulsa dentro senza far rumore
e ti succhia il tempo e tutto il tuo volere.
E mentre mascheri la pelle con l’ombretto
o radi il mento specchiandoti di traverso
un occhio al pendolo e uno alla Gillette
ti scarabocchia il viso ed anche il cuore
e tu non sai che ogni giorni muori
per cento volte davanti al tuo caffè
con alle spalle il sole e il vento contro.

Ed è la sonnolenza o chiamalo torpore
o dalle un altro nome..
ma credi a me lei ti darà touchè.

Maria Teresa Infante 2/06/2013
@ tutti i diritti riservati.

Verdi La Traviata Brindisi Libiam ne' lieti calici

luoghi comuni e non

Si dice che la notte porta consiglio, ammesso che se ne abbia bisogno. E anche quando il bisogno non sussiste e si pensi di dormire il sonno dei giusti, il destino in agguato rende la pariglia con una bella rigidità che interessa  7 cervicali, 12 dorsali, 5 lombari, 5 sacrali e 4 - 5 coccigee, giusto per un ripasso di anatomia.
Il giudizio dei giusti in chiave rinco.mattina @avanzata.it : mai andare a dormire senza necessità di consiglio. E' una panacea.

giovedì 29 agosto 2013

una giornata particolare

 Oggi, 29 agosto 2013, ho perso un ruolo che, anche se stretto,  calzavo tranquilla e cosciente. che mi dava anche una certa baldanza e fierezza, ammesso si possa dire e accettare, e una pacata sicurezza.
Tutto rovesciato...
E l'incertezza impera lungo la strada spianata.
Sul palcoscenico rendeva meglio "quel" ruolo.

Psomì- di Carlo Menga

PSOMI' - di Carlo Menga


L’indispensabile,
che immaginiamo dentro una dispensa;
il nome che invochiamo,
che usiamo per pretendere il superfluo,
dorato e adulterato come il sole
del tramonto dell’occidente,

sta qui, davanti a me, duro e silente
come il rimprovero di chi ci ha disprezzato,
scartato e abbandonato
nel ghetto dell’inutile.

Metafora dell’equazione della merce,
Mar Rosso sezionato e ricucito,
piovuto e lievitato nella terra
di uomini che non l’hanno condiviso.

Avere e non avere: questo è il cibo
che ci avvelena, che divide
i fratelli ed occulta il nemico;
e l’opera frusciante e rilucente
del demonio, travestita
da sudor della fronte,
muta in altrui ricchezza
il boccone della mia povertà.

Io sbircio sopra l’orlo del mio libro
lo spettacolo della creazione,
lo scambio di diritto naturale
al mercato di chi si crede onesto
se si affatica in ore antelucane.

Ogni tanto mi sfiora il pensiero,
la coincidenza della mia salvezza
con la sua, ma qualcuno suggerisce
che è più importante sentirmi potente
quando governo il mio telecomando.

Io, come te, sono quel cibernauta
che s’illude d’andar dappertutto
stando seduto, e non sa far più niente.

Chi ci ama perché ci comanda
ci avvisa quando piangere o gioire
tutti contemporaneamente
delusi o sorridenti,
perché per questo pane
nessuno di noi ha i denti.

Oggi al telegiornale è stato detto
che verrà sanzionato chi disprezza
il proprio stato di sopravvivenza;

che la prigione aspetta
chi compie furti,
ma senza destrezza;

e che è fatto divieto,
come per tutte le altre idee malsane,
di scrivere poesie
dal titolo Psomí, che nel greco moderno
significa 'pane'.

domenica 25 agosto 2013

la poesia: TC Mehmet Mergen.

Desiderio insubordinato

Odio il modo in cui mi guardi
Mi sento nudo
Vestita con il tuo look
Odio il tuo sorriso
Mi si arrossa la pelle
Si fa bruciare la mia faccia con la febbre
Odio la tua voce al telefono
galanterie vili
E la mancanza di risposta
Voice bloccato in gola
Il mio respiro si racconta
Breathless e vertigini
La mia copertura inutile
Odio il freddo muro
Dove ho sempre presse
Tra il muro e il tuo corpo
Vive la mia vigliaccheria
Desiderio insubordinato.
Odio il tuo bacio
Mi spoglio scena
Me ruba giudizio
Odio il letto
Fase di delizia
Piacere infame,
Odio quando mi fai ammetto
Il mio desiderio indisciplinati
Semplicemente sono il tuo
E che, inevitabilmente,

,,,,,, Ti amo,,,,,


TC Mehmet Mergen.

VERBUMLANDIANEWS di Regina Resta: Michele Alemanno "IL FUTURO DELL'UOMO"

VERBUMLANDIANEWS di Regina Resta: Michele Alemanno "IL FUTURO DELL'UOMO":   "IL FUTURO DELL'UOMO" - Nel prossimo numero del periodico Oggifuturo - www.micenei.it/ FuturoUomo2013.htm Il senso d...
Buongiorno mondo...noi siamo ancora qui...non dimenticatevi di noi...
Good morning world ... we are still here ... do not forget us ..
SYRIA ... August 23 ... even in the refugee camps will start a new day ...
di: NINO Fezza cinereporter

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VERBUMLANDIANEWS di Regina Resta: Narrativa- romanzo “ La tredicesima porta” Rupe Mu...: Nadezhda Georgieva Slavova è nata in BULGARIA il 26-10-1976 e vive in ITALIA (Alessandria )  da sedici anni. E’ sposata e mamma di d...

sabato 24 agosto 2013

Scritturati: Marina Isceri si racconta a "scritturati"

Scritturati: Marina Isceri si racconta a "scritturati": M arina I sceri  "Sono nata il 26/2/83 a San Pietro Vernotico (BR) fidanzata ufficialmente da 15 anni, ho iniziato a scriver...

Magia

Magia


Ho raccolto anche la polvere
tra frammenti  e cose rotte
accatastate a caso
nel trascorrere dei giorni:
bambole senza braccia
risposte in una scatola,
un ciuccio e una posata
la teiera un po' sbrecciata,
la coperta fatta a mano.
E' un baule di ricordi
con le audaci minigonne dell'età
di mele acerbe,
orecchini di perline
che ricordano un amore
e la  foto un po' ingiallita
di un attimo fissato.
Cosa sono, cosa è stato,
oggi è ancora un altro giorno
da riporre nel cassetto
che non ha nessuna chiave.
E domani, o chissà quando,
basta togliere la polvere
e riporla in un sacchetto.


bruna cicala@incolta pentita
@tutti i diritti riservati

24 agosto


Non occorre allungare un dito, 

il cielo è tutto 

intorno

giovedì 22 agosto 2013

lettera per il mio cane

Questa è una lettera di ringraziamento
anche se potrebbe non apparire tale

Grazie al gregge che in un giorno d'estate qualunque, non sapendo come passare la giornata, ha deciso di trasformarsi in lupo per vedere l'effetto che fa.
Grazie per avermi lasciato vivere gli 8 anni che la vita mi ha concesso lasciandomi libero di vivere il mio istinto e annusare il vento in cerca della mia femmina in calore (fortunatamente non sterilizzata o forse si, ma sempre femmina).
Grazie perchè non ho mai morso nessuno perchè sono sempre stato un bellissimo e fiero esemplare della mia stirpe, ho lasciato vivere anche chi non mi ha accettato.
Grazie perchè se aveste ascoltato quando parlavo col mio padrone, che adesso probabilmente ho raggiunto,
probabilmente non avreste capito le mie parole mentre lo tenevo per mano col mio "feroce" muso e "ferini" denti. Bastava una parola e il mio padrone amico fratello padre accorreva e rideva con me "UHHH..(sccc) IHHH (r) EHHH"
Grazie perchè sono libero nel vento, senza cumulo di terra visibile, senza aver lasciato tracce, senza aver dovuto salutare nessuno, la cosa più difficile.
Ora il gregge può tornare ad essere pecora, fino al prossimo giro di noia, la prossima volta, o una prossima estate.

con gratidudine
BERNIE

e sottoscrivo anche io, l'ultima sua amica padrona, sorella
 —

mercoledì 21 agosto 2013

Ass.Cult.I Rumori dell'Anima di Paola Bosca e Lucia Merola: LUNA. (quante le tue facce) di MARIA TERESA INFANT...

Ass.Cult.I Rumori dell'Anima di Paola Bosca e Lucia Merola: LUNA. (quante le tue facce) di MARIA TERESA INFANT...: Luce di marmo beffarda glaciale ogni sera un inganno anarchica amante sospesa a due stracci di nembi. Non ho la certezza di tutto il tuo ...

pensieri

pensieri sogni e miserie

E' una serata calda, i grilli cantano e la luna dorme nella notte che è buia, La piazza si è già addormentata, vagano solo ombre
randagie forse in cerca di pace. A domani mondo virtuale sempre in bilico tra sogni e miserie.

Ass.Cult.I Rumori dell'Anima di Paola Bosca e Lucia Merola: ARTE PITTORICA DEL MAESTRO BELGIRO DI MARZO)

Ass.Cult.I Rumori dell'Anima di Paola Bosca e Lucia Merola: ARTE PITTORICA DEL MAESTRO BELGIRO DI MARZO): belgiro di marzo.

Ass.Cult.I Rumori dell'Anima di Paola Bosca e Lucia Merola: NUDA di BRUNA CICALA Poesia partecipante alla Rass...

Ass.Cult.I Rumori dell'Anima di Paola Bosca e Lucia Merola: NUDA di BRUNA CICALA Poesia partecipante alla Rass...: Nuda A te che ti mostrl nuda in fulgore di gemma sbocciata da un bacio rubato al primo raggio promesso, Sei pronta a fiorire nel color...

un po' di relax


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martedì 20 agosto 2013

poesie bruna

She

Son pensieri in alternanza
come giorni sugli scogli,
l'orizzonte ti confonde
tra le ali dei gabbiani ,
fanno macchia su quel sole
che credevi fosse eterno
ed invece va a dormire.
Illusioni e cose serie.
Non è amore e non appaga,
non è sesso se non paga,
sono suoni di parole
tra canzoni e ritornelli:
lui la vuole e lei non conta,
lei lo vuole e lui rallenta,
poi il gioco si fa acceso
sullo scoglio scivoloso.
Non c'è appiglio,
forse inganno
di un’estate senza mare.

VerbumlandiArt

Associazione culturale
Verbumlandi-Art
via R. Vaglio nr. 15
Galatone (Le) 

tel. e fax: 0833 864748 
cell. 338 6341006
email: verbumlandiart@libero.it

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appuntamento a Galatone 21 settembre

osservando

messaggio ad un visitatore

Il bello della vita, a volte, è non chiedersi nulla, godere delle sensazioni che un'immagine, una poesia, un buon libro o un'opera d'arte, ti danno. Spazia con la mente, visitatore, e non volere a tutti i costi capire perchè l'ho postata, perchè così, perchè con la frase che l'accompagna, anche se in qualche modo potrebbe essere rivelatrice. La bicicletta è lì all'occorrenza, a due passi da me, staccata da terra e pronta a prendere una via diversa, un volo, una corsa verso il sole che sembra appartenere ad un'altra stagione. Oppure verso un'altro mondo, oppure, essere solo un'illusione.



Oggi prendo la scorciatoia....buongiorno con consapevolezza che tutto può arrivare e anche andare (foto da : nove.firenze.it)
Sarò tutte e tre le scimmie, in veloce alternanza
con cambio automatico
se necessario farò la doppietta
e dopo
forse
l'arte, la bellezza i colori ed i suoni, i corpi in armonia
la perfezione, il sogno


lunedì 19 agosto 2013


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prossima uscita

poesie bruna

Una voce

Eco risuona tra legno e cristallo.
Parole colate su fragili 
silenzi di pruni bianchi
in notti senza luna,
posate come teneri baci
su fiori di pesco caduchi.
E si riempie il silenzio.

Bruna Cicala Incolta pentita
@diritti riservati



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Voglia di me
Perché la voglia di conoscere, misurarmi, intraprendere, ricordare e inventarmi non sarà mai colmata.
Perché ho  avuto una vita piena e difficile segnata da vette e baratri, ogni risalita una conquista da assaporare, ogni errore una pagina da scrivere e rileggere per non dimenticare.
Perché è il titolo del libro che è la mia meta.